OPERE DI CADAMURO
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PERFORMANCES
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INSTALLAZIONI
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POESIA
-- omaggio a Casanova

altre poesie saranno aggiunte
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INFORMAZIONI
-- Alcune note sull'artista
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CONTATTI

 


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Il vetro è comune denominatore di espressioni fondate di volta in volta sull'espansione semantica del medium secondo varie formule plastiche: l'opera ha una sua natura parietale e, allora, inarca nel perimetro dell'evento mille sollecitazioni visive, scaturite da profondità irte di scaglie; a pavimento può essere animata da un motore interno che ne determina la ciclicità dinamica: propone soluzioni interattive capaci di coniugare senso dello spazio e misura dello stesso attraverso il movimento (é il caso della "Macinatrice di Vetro). La luce si rivela carattere forte delle installazioni e accentua il dato delle geometrie, fissate a irragiare un'effusione energetica che parte dalla centralità dell'opera per divenire alone di forza debordante dai limiti fisici della scultura.
La trasparenza consente di aprire spazi d'aria , percorsi dello sguardo che sollecitano direzioni e rompono prospettive accampando l'illusorietà dei volumi moltiplicati sugli spessori e sui cromatismi costitutivi (il verde-acqua leggibile negli spessori e nelle sezioni). Alcuni lavori racchiudono in sè l'idea di un labirinto visibile nella sua complessità interna sottoposta alla possibilità di una continua modificazione che disloca i pezzi di vetro in posizioni sempre diverse ... E sulla superficie esterna una punta di diamante graffia e disegna talora un'informalità tumultuosa ed espansiva che è ansia di intervento e partecipazione - segnalata appunto dalla perentorietà semantica dei grafismi - ridotta a gesto essenzialmente pittorico.
Quella di Cadamuro è una sensibilità in cui rigorose esigenze razionali si coniugano con intuizioni liriche, visioni intimistiche prendono corpo nella sintesi tra calcolo ed emozione.
La trasparenza è il luogo ove si sperimenta la sintesi dell'artista; le opere nascono da un'imperiosa presa di possesso del mondo attraverso la dimensione visionaria esaltata dal connubbio tra colore e luce. La poetica del frammento, intesa nel senso letterale di frantumazione del vetro per una sua immissione in un involucro della medesima materia (per esempio nelle "Packing Glass in Glass Boxes"), sollecitata da movimenti che continuano a scompaginare il tessuto, è ben rappresentativa delle tensioni nella contemporaneità. Nella "Macchina Macinavetro" i frammenti disposti in un recipiente centrifugo in movimento, si modificano fino a smussare completamente la taglienza ad avvicinare la propria forma al risultato tondo, uno slancio di perfezione verso la dimensione del magico, per cui l'opera non è finita nella sua definitezza formale, ma si modifica internamente sullo slancio meccanico della macchina. I brani di vetro vorticano in un caos apparente , suggerito anche dal rumore assordante dell'operazione che è quasi il rintocco di un orologio cosmico capace di segnalare l'assestamento interno degli elementi, convertiti dal pericolo della taglienza a una funzione estetica di raccordo tra il prima e il dopo in un viaggio diacronico attraverso la progettazione e realizzazione dell'opera. E se all'interno di un parallelepipedo - attivato al trasporto, a mò di valigia ("MicroVetroVideoInstallazione da Passeggio") - un piccolo visore manda in onda con ossessiva ripetitività un frammento di vissuto fermato nella pellicola, il vero permette al fruitore di costruire nella propria coscienza il senso di un racconto irto (non poteva essere che così) di sentimenti ed emozioni accese sul display di un'oggettualità così ambigua da apparire per certi versi incorporea.

 

 
 

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